“Crisi d’impresa”: i nuovi obblighi organizzativi e procedure d’allerta dello stato d’insolvenza

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (D.Lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019) ha introdotto, per le imprese, misure e procedure per la rilevazione tempestiva di eventuali crisi aziendali.

Tra le novità, in materia di procedure concorsuali, oltre che alla sostituzione del termine “fallimento” con la locuzione “liquidazione giudiziale”, vi è l’introduzione di indici di allerta e di indicatori che attestino lo stato di salute economico-finanziario dell’impresa, fornendo agli imprenditori e agli organi di controllo gli strumenti per diagnosticarne precocemente lo stato di difficoltà e prevenirne il definitivo dissesto

L’assetto organizzativo: i nuovi obblighi

Per il controllo e la gestione della procedura di allerta, le imprese hanno da subito l’obbligo di istituire un assetto organizzativo adeguato alla propria natura e alle dimensioni: gli organi di controllo della società o il revisore contabile, nonché i creditori pubblici qualificati, dovranno segnalare all’OCRI (Organismo di Composizione della Crisi) eventuali segnali di “allarme”.

Novità anche sul controllo delle Srl, con nuovi limiti per la nomina di sindaco, revisore o collegio sindacale (obbligatoria entro il 16 dicembre 2019), anche per le imprese con questi requisiti minimi:

  • 4 milioni di euro di fatturato
  • 20 dipendenti
  • 4 milioni di euro di attivo patrimoniale

Gli indici e gli indicatori che fanno scattare l’allarme

Per la rilevazione di un possibile stato d’insolvenza, sono previsti appositi indici riguardanti la sostenibilità dei debiti e le prospettive di continuità dell’impresa ed indicatori dello stato di crisi, questi ultimi elaborati dal CNDCEC (e in vigore dal 15 agosto 2020), al fine di evitare in innescare la procedura d’allerta.

In particolare, il controllo verrà fatto sul patrimonio netto se positivo/negativo, sul DSCR (rapporto di copertura del servizio del debito) se sufficiente/insufficiente, in termini di flussi di cassa disponibili a ricoprire i debiti previsti, ed eventualmente, in caso di di insostenibilità finanziaria, su altri particolari indicatori dello stato di salute finanziaria dell’impresa:

  • indice di sostenibilità degli oneri finanziari in termini di rapporto tra gli oneri finanziari ed il fatturato;
  • indice di adeguatezza patrimoniale in termini di rapporto tra patrimonio netto e debiti totali;
  • indice di ritorno liquido dell’attivo in termini di rapporto da cash flow e attivo;
  • indice di liquidità in termini di rapporto tra attività a breve termine e passivo a breve termine;
  • indice di indebitamento previdenziale e tributario in termini di rapporto tra l’indebitamento previdenziale e tributario e l’attivo.

Con la rilevazione di tali indicatori, si punta infatti ad evitare il rischio di fare entrare nel circuito delle possibili segnalazioni imprese, destinate poi a non presentare effettivi rischi di insolvenza.

L’assetto tecnologico: gestionali e software per la corretta rilevazione degli indici

Il Codice della crisi e dell’insolvenza d’impresa, riferendosi ad aree come:

  • controllo di gestione
  • gestione della tesoreria aziendale 
  • attività di business planning, riferita ad un orizzonte temporale di almeno 6 mesi 

richiede alle aziende anche un assetto tecnologico adeguato, che permetta la rilevazione di tutti gli indicatori che farebbero scattare l’obbligo di segnalazione.

Indici relativi, per esempio, al patrimonio netto, ai ricavi o alla liquidità a breve sono, infatti, facilmente rilevabili e recuperabili solo avendo a disposizione un GESTIONALE all’avanguardia, come Microsoft Dynamics 365 Business Central, unitamente allo studio approfondito del cash flow e della tesoreria, grazie a software dedicati.

Ingest, in collaborazione con DocFinance, per venire incontro all’esigenza di chiarimenti in materia e per fornire una panoramica sugli strumenti tecnologici necessari per la corretta rilevazione di tali indicatori, ha in programma un webinar dedicato:

22 Gennaio 2020 – WEBINAR gratuito
La Disciplina della “Crisi d’impresa”: i nuovi obblighi, gli strumenti tecnologici e le procedure d’allerta
Il Codice della crisi e dell’insolvenza d’impresa: la necessità di un assetto tecnologico adeguato per la rilevazione degli indici d’allerta.
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